Cos'è il triphala?
Il triphala è una miscela ayurvedica di tre frutti essiccati: amla, behada e harada. In sanscrito il nome significa letteralmente tre frutti. È una delle formule più note della tradizione erboristica indiana.
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Alcune ricette della tradizione erboristica esistono da migliaia di anni. La triphala ne è un esempio: un mix ayurvedico di tre frutti essiccati che in India vengono utilizzati insieme da moltissimo tempo. Swanson lo propone come estratto standardizzato con 250mg per capsula. Un flacone contiene 120 capsule, sufficienti per quattro mesi con una capsula al giorno.
Il nome triphala significa letteralmente in sanscrito tre frutti. Si tratta di amla (Emblica officinalis), behada (Terminalia belerica) e harada (Terminalia chebula), in questo prodotto ciascuno in parti uguali di 83,3mg. Questi tre frutti formano insieme una delle formule classiche più conosciute dell'Ayurveda, la tradizionale medicina erboristica indiana. Ogni frutto ha un proprio sapore e carattere, e proprio la combinazione rende la triphala ciò che è. L'estratto è standardizzato al 40% di tannini, un gruppo di sostanze vegetali presenti in natura.
Per la triphala si può scegliere tra polvere di frutta sciolta e un estratto. Questo è un estratto standardizzato al 40% di tannini, in modo che ogni capsula fornisca una quantità fissa di queste sostanze vegetali. La differenza rispetto alla polvere grezza è che la composizione rimane uguale da capsula a capsula. Ogni capsula contiene 250mg di estratto di triphala, composto dai tre frutti in parti uguali. Così sai sempre esattamente cosa stai assumendo.
La triphala è una delle formule più antiche e più utilizzate dell'Ayurveda. Mentre in occidente le erbe vengono spesso usate singolarmente, la tradizione ayurvedica si basa proprio su combinazioni fisse in cui le piante si completano a vicenda. La triphala ne è forse l'esempio più noto. I tre frutti vengono tradizionalmente assunti dopo i pasti. Molte persone si chiedono perché si combinano tre frutti invece di sceglierne uno solo: la risposta sta nella tradizione, in cui è proprio l'interazione tra amla, behada e harada a essere centrale.
Oltre all'estratto di triphala, la capsula contiene solo eccipienti: cellulosa microcristallina come fibra vegetale, destrina, palmitato di calcio e silice. La capsula stessa è di gelatina. Si assume una capsula al giorno con acqua. In breve: questo è il classico mix di tre frutti dell'Ayurveda in un estratto standardizzato, in un ampio flacone da 120 capsule, per chi preferisce dosare la triphala in modo preciso piuttosto che utilizzarla come polvere sciolta.
Il triphala è la nota miscela di amla, behada e harada, tre frutti usati insieme da tempo nell'Ayurveda.
Ogni capsula contiene 250mg di estratto di triphala, standardizzato al 40% di tannini, con i tre frutti in parti uguali.
Un barattolo generoso con 120 capsule. Con una capsula al giorno ti dura quattro mesi.
Swanson Health Products produce integratori dal 1969 a Fargo, North Dakota, secondo le linee guida GMP per il controllo della produzione.
Il triphala è una miscela ayurvedica di tre frutti essiccati: amla, behada e harada. In sanscrito il nome significa letteralmente tre frutti. È una delle formule più note della tradizione erboristica indiana.
Ogni capsula ne contiene tre: amla (Emblica officinalis), behada (Terminalia belerica) e harada (Terminalia chebula), ciascuno con 83,3mg. Insieme formano 250mg di estratto di triphala.
No. I frutti sono vegetali, ma la capsula è di gelatina, una proteina animale. Per questo il prodotto non è adatto a vegani o vegetariani.
Significa che l'estratto contiene una quantità fissa di tannini, un gruppo di sostanze vegetali naturali. Così ogni capsula fornisce sempre la stessa composizione, a differenza della semplice polvere di frutti.
Si consiglia 1 capsula al giorno con acqua. Nella tradizione il triphala viene spesso assunto dopo i pasti. Rispetta la quantità indicata.
Un barattolo contiene 120 capsule. Con una capsula al giorno dura circa quattro mesi.