Comprare shilajit: mumijo, acido fulvico ed estratti in capsule
Lo shilajit, conosciuto anche con il nome mumijo, è una sostanza resinosa scura che si raccoglie nelle fessure delle rocce di alta montagna, in particolare nella catena himalayana, nell'Altaj e nel Caucaso. Si forma nel corso di tempi molto lunghi a partire da materiale vegetale compresso tra gli strati rocciosi. La composizione varia in base all'origine e comprende sostanze umiche, acido fulvico, minerali in tracce e composti organici come i dibenzo-alfa-pironi.
In questa collezione trovi lo shilajit di Swanson, Vit4ever, Osavi, LUTO Supplements e German Elite Nutrition, in capsule con estratti titolati in acido fulvico, in resina pura da dosare e in formule combinate con selenio o con piante della tradizione ayurvedica. Nella tradizione ayurvedica lo shilajit è considerato un tonico dell'organismo*. In questa pagina spieghiamo come viene purificato, come si legge la titolazione e quali criteri usare per confrontare i prodotti.
Che cos'è lo shilajit?
Lo shilajit non è una pianta né un minerale in senso stretto, ma un materiale organico e minerale insieme, che si presenta come una massa densa di colore bruno o nero. Il nome sanscrito significa in modo approssimativo vincitore della roccia. La composizione non è costante: dipende dalla vegetazione originaria, dall'altitudine e dal tempo di formazione, e per questo i prodotti in commercio possono differire in modo sensibile.
Da dove proviene e come si raccoglie
La raccolta avviene in estate, quando il calore rende la resina più fluida e la fa affiorare dalle fessure delle rocce. Le zone di provenienza più citate sono l'Himalaya indiano e nepalese, le montagne dell'Altaj e alcune aree dell'Asia centrale. Il materiale grezzo contiene inevitabilmente frammenti di roccia e di vegetazione, quindi deve essere lavorato prima di poter essere impiegato in un integratore.
Acido fulvico e sostanze umiche
L'acido fulvico appartiene alla famiglia delle sostanze umiche, composti organici che derivano dalla decomposizione lenta di materiale vegetale. È la frazione più citata nelle etichette e viene spesso usata come parametro di titolazione, con percentuali che nei prodotti in commercio vanno da poche unità fino a oltre il cinquanta per cento. Insieme all'acido fulvico sono presenti acidi umici e minerali in tracce.
Resina, polvere o capsule?
La resina pura, come lo Himalaya Shilajit di Osavi in confezione da 25 grammi, si dosa con un dosatore o un cucchiaino e si scioglie in acqua o in una bevanda calda. Le capsule contengono invece un estratto essiccato e offrono un dosaggio fisso, senza il sapore intenso della resina. La scelta dipende soprattutto dalla praticità: la resina richiede più attenzione nel dosaggio, le capsule sono immediate.
Perché la purificazione è importante
Il materiale grezzo può contenere metalli pesanti e impurità provenienti dalla roccia. Per questo motivo la purificazione è il passaggio più importante della lavorazione: il materiale viene sciolto in acqua, filtrato più volte ed essiccato a temperatura controllata. Un produttore attento dichiara le analisi su metalli pesanti e microbiologia. Prima di acquistare, verifica che la scheda prodotto riporti l'origine e i controlli effettuati sul lotto.
Come si legge la titolazione in etichetta
Le etichette possono indicare il peso della resina, il peso dell'estratto oppure una quantità equivalente di materia prima. Un prodotto che dichiara 2000 mg può riferirsi a un equivalente e non a due grammi di estratto in capsula. Leggi quindi la tabella nutrizionale per dose giornaliera e cerca la percentuale di acido fulvico, che è il dato più utile per confrontare due referenze diverse.
Le formule combinate della collezione
Nella collezione trovi anche formule che affiancano allo shilajit altri ingredienti. Shilajit con Selenio di LUTO Supplements aggiunge il selenio, che contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo, al mantenimento di capelli e unghie normali e alla normale funzione del sistema immunitario. Lo Shilajit Complex di German Elite Nutrition unisce invece triphala, tulsi, ginseng, schisandra e piperina, ingredienti della tradizione ayurvedica e cinese.
Come si assume lo shilajit
Le confezioni indicano in genere una o due dosi al giorno. La resina si scioglie in acqua tiepida, latte o tè e ha un sapore marcato, di terra e affumicato, che non tutti gradiscono. Le capsule si assumono con acqua, spesso durante un pasto. Segui sempre la dose consigliata riportata in etichetta e non superarla. Un integratore non sostituisce una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano.
A cosa fare attenzione
Lo shilajit è destinato agli adulti e non è indicato in gravidanza e allattamento. Chi soffre di emocromatosi o di altre condizioni legate al metabolismo del ferro dovrebbe evitarlo, perché il materiale contiene ferro in quantità variabile. In caso di terapie farmacologiche in corso chiedi il parere di un professionista sanitario prima dell'uso. Conserva il prodotto in luogo fresco e asciutto, lontano dalla portata dei bambini.
*Indicazioni relative a ingredienti vegetali ancora in fase di valutazione nella banca dati europea.
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